PETIZIONE PER COORDINAMENTO ONU

Proposta di Coordinamento Umanitario ONU nelle Isole di Lampedusa e Linosa

La Rete Associativa "Noi con Francesco" chiede al Presidente della Repubblica, al Parlamento Italiano ed al Governo Italiano di presentare all'Assemblea Generale dell'ONU la seguente risoluzione affinché essa venga approvata dall'Assemblea Generale e dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU.


Obiettivi della Petizione:

  • Coordinamento ONU a Lampedusa e Linosa
  • accogliere i migranti in 193 Stati membri ONU
  • evitare immigrati di serie "A" (chi scappa dalla guerra) e di serie "B"(chi fugge dalla fame)
  • fermare la corruzione (15 miliardi di Euro) e le stragi (30.000 morti)
  • più sicurezza dal rischio terrorismo e diffusione di malattie.

"L'Assemblea Generale:

a) Richiamando l’attenzione degli Stati membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sugli artt. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 12, 13, 14, 15, 18, 25, 26, 28, 29, 30 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e dell’art. 1 della Carta dell’ONU con cui gli stessi Stati si sono impegnati a perseguire il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali;

b) tenendo presente la Convenzione di Ginevra del 28 luglio 1951 modificata dal Protocollo di New York del 31 gennaio 1967 ratificata da 128 Stati, quando all'art. 1 stabilisce che "Nessuno Stato espellerà o respingerà un rifugiato [...] verso le frontiere dei luoghi ove la sua vita e la sua libertà possano essere minacciate per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche”;

c) considerando la gravità della situazione, che potrebbe sfociare in una controversia suscettibile di mettere in pericolo il mantenimento della pace e sopratutto della sicurezza internazionale - Cap. VI art. 33 p. 1 della Carta dell’ONU - e la conseguente immediata necessità del rimpatrio dei migranti clandestini e del ricollocamento di coloro che richiedono e ottengono lo status di profugo e/o rifugiato, in modo da garantire ad essi un’esistenza pacifica e dignitosa;

d) rammentando a tal riguardo sei risoluzioni approvate tra il 2003 e il 2010:

  • 59/241 del 22 dicembre 2004,
  • 58/208 del 23 dicembre 2003,
  • 60/227 del 23 dicembre 2005,
  • 61/208 del 20 dicembre 2006,
  • 63/225 del 19 dicembre 2008,
  • 65/170 del 20 dicembre 2010;

e) esprimendo il suo allarme per la crisi umanitaria delle popolazioni migranti che si riversano senza sosta in l’Italia ed in particolare sulle isole di Lampedusa e Linosa e sulle coste della Regione Siciliana e delle regioni meridionali italiane;

CHIEDE:

1) di impegnare tutta la Comunità internazionale ad eliminare le cause economiche, sociali, politiche e culturali che determinano l'immigrazione clandestina, proveniente da alcuni Paesi dei continenti Africano ed Asiatico e che si dirige verso il continente Europeo attraverso il mare Mediterraneo;

2) che l’ONU assicuri, in ottemperanza al proprio Statuto - Cap. VII, art. 41, 42 e 43 - ed alle norme internazionali vigenti, il coordinamento internazionale tanto della difesa e della tutela della vita delle popolazioni migranti vittime del traffico di esseri umani, quanto al sostegno ed alla sicurezza dei popoli disponibili all’accoglienza;

3) di considerare come fondamentale il diretto coordinamento delle Nazioni Unite della crisi umanitaria nel Mediterraneo Centrale Meridionale e del nord Africa anche rafforzando la presenza in mare di navi autorizzate al pattugliamento delle acque internazionali e territoriali libiche al fine di prevenire e proteggere i continui flussi di immigrazione e combattere i trafficanti/scafisti;

4) di convocare tutti gli Stati Membri e gli organi delle Nazioni Unite a prendere parte ad una conferenza, che abbia come finalità la creazione di un Coordinamento Umanitario delle Nazioni Unite, della durata di dieci anni, con sede nelle isole italiane di Lampedusa e Linosa e/o, se necessario, sulle coste del sud della Sicilia;

5) di prevedere la necessaria e piena supervisione dell’ONU delle attività di intelligence e di polizia internazionale a supporto delle attività già in essere di EUROPOL ed EUROJUST nonché di quelle dei governi africani e medio-orientali al fine di prevenire l’infiltrazioni terroristiche tra i migranti e la sistematica identificazione, cattura e distruzione delle imbarcazioni prima che esse siano utilizzate dalle stesse organizzazioni criminali;

6) di istituire, in ottemperanza al "Protocollo delle Nazioni Unite sulla prevenzione, soppressione e persecuzione del traffico di esseri umani, in particolare modo donne e bambini (Protocollo UN TIP)" una specifica Agenzia ONU necessaria ad assistere le vittime di tali efferati crimini che attraversano il Mediterraneo centro meridionale ed a rafforzare,sopratutto nei loro Stati di provenienza, la lotta al collegamento tra gli esodi illegali e il traffico di esseri umani intensificando le indagini ed i procedimenti penali a carico dei nuovi schiavisti e dei loro mandanti internazionali;

7) di considerare immediatamente disponibile l’utilizzo delle strutture militari e civili concesse dallo Stato italiano come gli aeroporti di Lampedusa e Comiso operanti con il supporto tecnico-logistico della Joint Intelligence, Surveillance e Reconnaissance – JISR presente nella Base Militare NATO di Sigonella;

8) di valutare come essenziale il monitoraggio e la vigilanza sanitaria dei migranti presso il costituendo Protettorato, da realizzare in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS e le strutture sanitarie Italiane ed europee già operanti nella zona. Ciò al fine di operare il ricollocamento protetto dei rifugiati presso i Paesi Membri dell'ONU e gli eventuali rimpatri dei migranti clandestini;

9) di incoraggiare tutti gli Stati Membri di quest'Assemblea a prendere parte a questa operazione umanitaria, di esprimere un apprezzamento agli Stati Membri che decideranno di sostenere pienamente l’iniziativa e di invitare gli altri a contribuire con ogni possibile sforzo, al fine della buona riuscita di questa missione umanitaria;

10) di richiedere a tutti gli Stati membri di partecipare alla ripartizione di migranti richiedenti asilo transitanti dal mar Mediterraneo secondo criteri e modalità che la Conferenza dovrà stabilire;

11) di riservare, come previsto dalla legislazione internazionale, ai minori non accompagnati e/o alle madri con figli una forma di accoglienza prioritaria e specifica poiché essi sono esposti ad evidenti rischi riguardo alla loro incolumità personale anche in riferimento ad abusi sempre più frequenti;

12) di incaricare il Segretario Generale delle Nazioni Unite ad assicurare che il budget di questa missione contenga tutte le informazioni relative alla trasparenza, che possano giustificare l'esborso economico da parte degli Stati Membri”.

Promossa dalla Rete Associativa “Noi con Francesco” noiconfrancesco.it

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